L’Iran ha annunciato sabato che le navi irachene sono esentate dalle restrizioni di navigazione nello Stretto di Hormuz, segnando l’ultimo segnale che Teheran sta allentando selettivamente la sua stretta sul cruciale punto di strozzatura energetico.

L’esenzione si applica solo all’Iraq, mentre i controlli rimangono in vigore per i cosiddetti ‘Paesi nemici’, come definito dal Quartier Generale Centrale Khatam al-Anbiya dell’Iran. La decisione potrebbe potenzialmente sbloccare fino a 3 milioni di barili al giorno di esportazioni petrolifere irachene, drasticamente ridotte da quando l’Iran ha di fatto bloccato lo stretto a seguito dell’inizio della campagna militare USA-israeliana il 28 febbraio.

Nutriamo un profondo rispetto per la sovranità nazionale dell’Iraq. Siete una nazione che porta le cicatrici dell’occupazione americana, e la vostra lotta contro gli Stati Uniti merita lode e ammirazione.

Quartier Generale Centrale Khatam al-Anbiya dell’Iran — Agenzia Tasnim

L’annuncio è arrivato mentre il presidente Trump rinnovava il suo ultimatum, chiedendo all’Iran di riaprire la via d’acqua entro 48 ore o affrontare conseguenze. Il comando militare iraniano ha liquidato la minaccia di Trump come un’azione ‘impotente, nervosa, squilibrata e stupida’.

Il traffico marittimo attraverso lo stretto ha mostrato una modesta ripresa nelle ultime settimane sotto quello che gli analisti descrivono come un sistema di pedaggio *de facto* imposto da Teheran. Lloyd’s List Intelligence ha registrato 53 transiti la scorsa settimana, il dato più alto dall’inizio del conflitto, rispetto ai 36 della settimana precedente. Tuttavia, questo rimane oltre il 90% al di sotto dei livelli normali, quando circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto globale transitava attraverso il passaggio.

◈ Come il mondo vede questa notizia9 prospettive
Prevalentemente Analitico7 Analitico2 Critico
🇶🇦Qatar
Al Jazeera English
Analitico

Al Jazeera inquadra la notizia come un allentamento strategico della pressione da parte dell’Iran, che mantiene comunque leva, sottolineando l’angolo della solidarietà regionale tra Iran e Iraq contro l’influenza statunitense. Il servizio contestualizza la vicenda all’interno di più ampie narrazioni di resistenza mediorientale, fornendo dati dettagliati sul traffico marittimo per dimostrare l’impatto economico globale del blocco.

🇯🇵Japan
Japan Times
Analitico

The Japan Times si concentra sulle implicazioni economiche e sul potenziale sollievo per il mercato petrolifero, evidenziando in modo prominente la capacità di 3 milioni di barili al giorno. Il loro approccio sottolinea le considerazioni pratiche sulla navigazione e gli impatti di mercato piuttosto che le tensioni geopolitiche, riflettendo le preoccupazioni dell’energia giapponese in qualità di grande importatore di petrolio.

🇸🇬Singapore
Straits Times
Analitico

The Straits Times sottolinea l’importanza dello stretto come punto di strozzatura marittimo per i flussi commerciali globali, riflettendo la posizione di Singapore come hub di navigazione. La copertura si concentra sugli aspetti tecnici del recupero del traffico marittimo e sui criteri poco chiari per i permessi di transito, evidenziando l’incertezza che grava sul commercio marittimo internazionale.

🇳🇱Netherlands
NOS
Critico

La stampa olandese inquadra le esenzioni selettive dell’Iran come tattiche manipolative, sottolineando al contempo l’ultimatum di Trump e la più ampia escalation militare. NOS mette in risalto le operazioni di soccorso per i piloti statunitensi abbattuti, posizionando la questione della navigazione all’interno della narrativa più ampia del conflitto e delle preoccupazioni di sicurezza occidentali.

🌍Bulgaria
Fakti.bg
Analitico

I media bulgari si concentrano sulle dimensioni economiche e sul potenziale di ripresa dei flussi petroliferi, sottolineando le sfide tecniche per la ripresa della produzione irachena. La copertura evidenzia le preoccupazioni europee per la sicurezza energetica e i limiti pratici che ostacolano qualsiasi recupero della navigazione, nonostante l’annuncio dell’Iran.

🇬🇷Greece
Eleftheros Typos
Critico

La stampa greca sottolinea l’escalation militare e i preparativi israeliani per attacchi alle infrastrutture energetiche, inquadrando le decisioni iraniane sulla navigazione all’interno della dinamica più ampia del conflitto. Il servizio si concentra sulle implicazioni strategiche per la stabilità regionale e la sicurezza energetica dal punto di vista di un membro NATO europeo.

🇮🇳India
aljazeera.com
Analitico

Teheran afferma che l’Iraq non subirà restrizioni nella via d’acqua, elogiando la ‘lotta’ del Paese contro gli Stati Uniti.

🇸🇦Saudi Arabia
reuters.com
Analitico

Il comando militare congiunto Khatam al-Anbiya dell’Iran ha dichiarato che l’Iraq sarà esente da qualsiasi restrizione al transito nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dai media iraniani sabato, segnalando un trattamento preferenziale per Baghdad mentre Teheran stringe il controllo sullo stretto.

🇹🇷Turkey
bloomberg.com
Analitico

Le autorità militari iraniane hanno dichiarato che il principale produttore di petrolio, l’Iraq, è esente dalle restrizioni di navigazione nello Stretto di Hormuz, una mossa potenzialmente significativa per le forniture globali di greggio.

Le prospettive sono tratte da titoli reali indicizzati da GDELT, un database globale che monitora le notizie da oltre 100 paesi in tempo reale.

Venerdì ha segnato una possibile svolta quando una nave portacontainer francese e una petroliera giapponese sono riuscite ad attraversare lo stretto, in quella che sembra essere stata la prima traversata di navi allineate all’Occidente dall’inizio del conflitto. Gli sviluppi suggeriscono che l’Iran potrebbe rispondere a pressioni diplomatiche o a negoziati individuali con le compagnie di navigazione, anche se i criteri per il passaggio rimangono opachi.

Il settore petrolifero iracheno è stato particolarmente devastato dal blocco. La produzione è crollata di circa il 97% a marzo, scendendo a soli 99.000 barili al giorno, mentre le strutture di stoccaggio raggiungevano la capacità massima e le rotte marittime di esportazione venivano chiuse. Il Paese è stato costretto a fare affidamento principalmente sul proprio sistema di oleodotti verso la Turchia, fino al porto mediterraneo di Ceyhan.

L’esenzione iraniana per l’Iraq riflette le complesse dinamiche regionali in gioco. Nonostante la guerra sanguinosa degli anni ’80, i due vicini mantengono oggi stretti legami radicati nelle loro popolazioni a maggioranza sciita e nella comune opposizione all’influenza statunitense nella regione. Le milizie irachene rappresentano un elemento chiave della rete di proxy regionali dell’Iran.

L’impatto pratico dell’annuncio iraniano rimane incerto. Permangono dubbi sulla capacità dell’Iraq di aumentare rapidamente la produzione petrolifera dopo settimane di output ridotto, sulla disponibilità di capacità di trasporto e sul fatto che le compagnie di navigazione rischieranno di entrare nello stretto nonostante le persistenti preoccupazioni per la sicurezza.

I mercati energetici globali continuano a risentire della crisi nello Stretto di Hormuz. Il Brent ha oscillato sopra i 109 dollari al barile negli ultimi giorni, con gli analisti che avvertono di ulteriori picchi di prezzo se la via d’acqua rimarrà sostanzialmente chiusa. La crisi ha spinto diversi Paesi a adottare misure di emergenza per il risparmio energetico, mentre i governi cercano di assicurarsi rotte alternative di approvvigionamento.

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