L'Iran ha formalmente condannato il blocco marittimo statunitense ai suoi porti come grave violazione della sovranità, acuendo le tensioni diplomatiche nonostante una tregua attiva di due settimane tra Washington e Teheran.
L'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, ha presentato formali proteste al segretario generale dell'ONU Antonio Guterres, contestando sia la legalità che la tempistica del blocco entrato in vigore lunedì alle 14:00 GMT.
L'imposizione di un blocco marittimo costituisce una grave violazione della sovranità e dell'integrità territoriale della Repubblica Islamica dell'Iran
Amir Saeid Iravani, ambasciatore iraniano all'ONU — AFP
Il presidente Trump ha ordinato il blocco domenica, a seguito dei falliti negoziati di pace del fine settimana in Pakistan, avvertendo che le navi iraniane che avessero sfidato le restrizioni sarebbero state distrutte. La mossa contraddice direttamente il quadro di tregua al quale entrambe le nazioni avevano acconsentito solo pochi giorni prima.
Il blocco colpisce le navi che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane in tutto il Golfo Persico, creando un nuovo punto di tensione nello strategico stretto di Hormuz. Un quinto dei flussi globali di petrolio e gas attraversa questo stretto passaggio, rendendolo un punto di leva cruciale nei negoziati in corso.
NDTV inquadra la vicenda da una prospettiva legale e diplomatica, sottolineando le proteste formali dell'Iran all'ONU e le violazioni del diritto internazionale. L'outlet mantiene una copertura equilibrata presentando sia le proteste iraniane che le giustificazioni statunitensi senza schierarsi, riflettendo l'approccio tradizionalmente non allineato dell'India alle tensioni tra Stati Uniti e Iran.