Le agenzie di intelligence statunitensi hanno concluso che l'Iran non riaprirà a breve lo Stretto di Hormuz, considerando il controllo su quello che è il passaggio petrolifero più critico al mondo come la sua principale arma di pressione contro Washington, secondo tre fonti a conoscenza di valutazioni classificate.
I risultati dell'intelligence indicano che Teheran intende mantenere la sua stretta sullo stretto per sostenere prezzi energetici elevati, esercitando pressioni sul presidente Donald Trump affinché ponga rapidamente fine al conflitto, ormai quasi cinque settimane, che sta diventando sempre più impopolare tra gli elettori americani.
Lo stretto trasporta circa un quinto del commercio petrolifero globale, rendendo il blocco iraniano un'arma economica potente. Gli analisti dell'intelligence suggeriscono che la guerra in corso, inizialmente pensata per eliminare le capacità militari dell'Iran, potrebbe paradossalmente rafforzare l'influenza regionale di Teheran dimostrando la sua capacità di interrompere il commercio marittimo critico.
Con un po' più di tempo, potremmo APRIRE FACILMENTE LO STRETTO DI HORMUZ, PRENDERE IL PETROLIO E FAR FORTUNE
Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti — Truth Social
La fiducia pubblica di Trump contrasta nettamente con le valutazioni dell'intelligence che avvertono come un'azione militare contro l'Iran potrebbe rivelarsi costosa e potenzialmente trascinare gli Stati Uniti in un conflitto terrestre prolungato. Gli esperti di difesa da tempo mettono in guardia sul fatto che la posizione strategica dell'Iran, che controlla un lato dello stretto, offre significativi vantaggi tattici.
Presenta le valutazioni dell'intelligence in modo oggettivo, evidenziando le contraddizioni nella strategia dell'amministrazione Trump. Sottolinea la complessità strategica della situazione e i potenziali costi di un intervento militare.
Si concentra sulle implicazioni economiche della chiusura dello stretto e sulle preoccupazioni per la sicurezza regionale. Presenta la vicenda come un importante sviluppo geopolitico con ripercussioni sul commercio globale.
Inquadra il conflitto come risultato dell'aggressione USA-Israele contro l'Iran, sottolineando le vittime civili e l'instabilità regionale. Presenta le azioni dell'Iran come risposte difensive a minacce esterne.
Recenti rapporti di intelligence statunitensi avvertono che l'Iran difficilmente riaprirà lo Stretto di Hormuz nel breve periodo, poiché il controllo su quella che è l'arteria petrolifera più vitale al mondo rappresenta l'unica vera leva che Teheran ha contro gli Stati Uniti, secondo tre fonti a conoscenza della questione.
Il presidente degli Stati Uniti avverte che ci sarà 'molto altro da seguire' dopo che il ponte B1 sulla tangenziale settentrionale di Karaj, nella parte occidentale di Teheran, è stato colpito giovedì.
Aggiornamenti in diretta sulla guerra USA-Iran: Il discorso offrirà a Trump un'ampia platea per articolare obiettivi chiari per la guerra, che potrebbero tentare di conciliare settimane di obiettivi mutevoli.
Nel tentativo di impedire all'Iran di sviluppare un'arma di distruzione di massa, gli Stati Uniti hanno consegnato all'Iran un'arma di distruzione di massa del commercio
Ali Vaez, Direttore del Progetto Iran — International Crisis Group
La strategia dell'amministrazione sembra contraddittoria. Mentre Trump ha reso la fine del controllo iraniano sullo stretto una condizione preliminare per qualsiasi cessate il fuoco, ha contemporaneamente invitato le nazioni del Golfo dipendenti dal petrolio e gli alleati della NATO a prendere l'iniziativa per riaprire il passaggio.
Un funzionario della Casa Bianca, parlando in condizione di anonimato, ha espresso fiducia sul fatto che lo stretto sarebbe stato presto riaperto e ha sottolineato che l'Iran non avrebbe potuto regolare il traffico della via d'acqua una volta terminato il conflitto. Tuttavia, il funzionario ha riconosciuto la posizione di Trump secondo cui altre nazioni hanno interessi maggiori nel prevenire la continuazione del blocco.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran ha impiegato varie tattiche per rendere il transito commerciale attraverso lo stretto pericoloso o non assicurabile fin dall'inizio del conflitto, il 2 febbraio. Il blocco ha effettivamente trasformato i mercati energetici globali in un'arma, conferendo a Teheran un'influenza sproporzionata rispetto alle sue capacità militari convenzionali.
Fonti dell'intelligence suggeriscono che l'Iran considera il controllo sullo stretto più strategicamente prezioso dello sviluppo di armi nucleari, fornendo una leva economica immediata senza i costi diplomatici associati ai programmi di armamento. Questa valutazione solleva dubbi su se la pressione militare possa indurre Teheran a rinunciare a quello che gli analisti descrivono come il suo asset geopolitico più potente.