Cina e Pakistan hanno annunciato martedì un’iniziativa congiunta in cinque punti volta a porre fine al conflitto in Medio Oriente, chiedendo una cessazione immediata delle ostilità e il rapido avvio di negoziati di pace tra le parti in guerra.

La spinta diplomatica è emersa da un incontro ad alto livello a Pechino tra il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar e il suo omologo cinese Wang Yi, mentre entrambi i paesi cercano di posizionarsi come mediatori nella crisi regionale in escalation.

Cina e Pakistan sostengono le parti interessate nell’avvio di colloqui, con tutti gli attori impegnati a risolvere le controversie in modo pacifico e astenendosi dall’uso o dalla minaccia dell’uso della forza durante i negoziati di pace

Dichiarazione del ministero degli Esteri del Pakistan

Il primo pilastro dell’iniziativa richiede una sospensione immediata delle operazioni militari e il massimo impegno per prevenire l’espansione del conflitto, garantendo al contempo che l’assistenza umanitaria raggiunga tutte le aree colpite dalla guerra. Il secondo punto sottolinea la protezione della sovranità e dell’integrità territoriale di Iran e Stati del Golfo, dichiarando il dialogo e la diplomazia come unica via praticabile per il futuro.

La protezione dei civili costituisce il terzo componente, chiedendo in particolare la fine degli attacchi alle infrastrutture energetiche, agli impianti di desalinizzazione e alle strutture nucleari pacifiche. Il piano esige esplicitamente il rispetto del diritto internazionale umanitario e la cessazione degli attacchi contro obiettivi non militari.

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Inquadra l’iniziativa come un costruttivo sforzo diplomatico da parte di partner regionali chiave. Sottolinea la natura collaborativa dei recenti tentativi di mediazione, inclusa la partecipazione della Turchia ai colloqui del fine settimana con Pakistan, Arabia Saudita ed Egitto.