Almeno 70 persone sono morte e 30 sono rimaste ferite quando membri della banda Gran Grif hanno attaccato comunità rurali nella regione di Artibonite, secondo organizzazioni per i diritti umani — un bilancio delle vittime molto superiore alle stime iniziali della polizia di 16 morti.
L’assalto è iniziato intorno alle 3 del mattino di domenica vicino a Jean-Denis ed è proseguito fino a lunedì mattina, con aggressori armati che hanno fatto irruzione nei villaggi e dato fuoco alle abitazioni. Il gruppo per i diritti Défenseurs Plus stima che 6.000 residenti siano fuggiti dalla violenza, aggiungendosi a oltre 2.000 persone già sfollate a causa di recenti incursioni delle bande in aree limitrofe.
La polizia ha inizialmente riportato 16 morti e 10 feriti, mentre le autorità per la protezione civile hanno suggerito che 17 persone erano decedute e 19 ferite. La significativa discrepanza evidenzia le difficoltà che le autorità affrontano nel documentare la violenza in un territorio sempre più senza legge.
La mancanza di una risposta di sicurezza e l’abbandono dell’Artibonite ai gruppi armati dimostrano un completo venir meno delle responsabilità da parte delle autorità
Défenseurs Plus — Comunicato congiunto con il Collettivo per Salvare l’Artibonite
Un messaggio audio circolante sui social media, attribuito al leader di Gran Grif Luckson Elan, suggeriva che l’attacco fosse una ritorsione per gli assalti alla loro base a Savien da parte di un gruppo armato rivale. L’autenticità della registrazione non è stata verificata in modo indipendente.
Daily Sabah sottolinea il fallimento delle autorità nel garantire sicurezza e l’abbandono totale della regione di Artibonite ai gruppi armati. L’outlet evidenzia la significativa discrepanza tra i bilanci ufficiali delle vittime e le stime dei gruppi per i diritti umani.