Russia e Ucraina hanno scambiato sabato 175 prigionieri di guerra ciascuna in una rara apertura diplomatica facilitata dagli Emirati Arabi Uniti, poche ore prima dell'inizio della tregua per la Pasqua ortodossa.
Lo scambio di prigionieri ha incluso sette civili russi provenienti dalla regione di Kursk, detenuti dall'incursione dell'Ucraina nel territorio russo nel 2024. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha confermato che anche sette civili ucraini erano parte dello scambio.
I nostri soldati stanno tornando a casa. 175 militari. Soldati delle Forze Armate, della Guardia nazionale, delle guardie di frontiera. Soldati semplici, sottufficiali e ufficiali. E sette civili
Volodymyr Zelenskyy, presidente ucraino — Infobae
Lo scambio è avvenuto in un contesto di ostilità intensificate. La Russia ha lanciato almeno 160 droni sull'Ucraina durante la notte, uccidendo quattro persone e ferendone decine in diverse regioni orientali e meridionali del paese. La regione di Odessa ha subito danni particolarmente gravi, con aree residenziali, palazzi e un asilo colpiti.
L'Ucraina ha risposto con una propria offensiva di droni, lanciando 99 droni sul territorio russo e sulla Crimea occupata, secondo il ministero della Difesa russo. Le crescenti aggressioni hanno evidenziato la fragilità di qualsiasi accordo di pace temporaneo.
Inquadra lo scambio di prigionieri come un raro momento di cooperazione, sottolineando l'aspetto umanitario e il ruolo di mediazione degli Emirati Arabi Uniti. Presenta lo sviluppo in modo oggettivo senza un'analisi geopolitica approfondita, riflettendo la posizione della Francia come alleato occidentale dell'Ucraina che mantiene comunque canali diplomatici.