L'Ungheria si reca alle urne domenica per le elezioni parlamentari che potrebbero porre fine al dominio di 16 anni di Viktor Orbán al potere. I sondaggi indicano che il suo ex alleato Péter Magyar, leader dell'opposizione, è in procinto di ottenere una vittoria schiacciante.

Recenti rilevazioni di istituti di sondaggi indipendenti posizionano il partito di centro-destra Tisza di Magyar nettamente davanti a Fidesz, il partito al governo di Orbán. Stime basate su cinque sondaggi condotti tra febbraio e marzo suggeriscono che Tisza potrebbe assicurarsi tra 138 e 142 seggi nel parlamento di 199 membri — una maggioranza qualificata di due terzi che consentirebbe riforme costituzionali.

Fidesz di Orbán affronta un crollo senza precedenti: le proiezioni mostrano che il partito potrebbe ottenere solo tra 49 e 55 seggi. Il primo ministro, che domina la politica ungherese dal suo ritorno al potere nel 2010, si trova ora di fronte alla sfida elettorale più seria della sua carriera.

"Qualunque cosa accada, metà del paese si sveglierà molto male disposta quando saranno noti i risultati delle elezioni"

Magyar, leader del partito Rispetto e Libertà noto come Tisza, è emerso come principale sfidante di Orbán dopo aver rotto con il suo ex mentore a causa di accuse di corruzione. Il leader dell'opposizione ha sfruttato la stagnazione economica e il crescente malcontento per il clientelismo governativo per costruire un movimento che promette un riavvicinamento all'Unione Europea, mantenendo al contempo politiche migratorie rigorose.

La campagna elettorale ha messo in luce profonde divisioni nella società ungherese. Entrambe le fazioni hanno radunato grandi folle durante i comizi, con i sostenitori che esprimono fiducia nella vittoria. Gli osservatori politici avvertono che, indipendentemente dal risultato, circa metà del paese si sveglierà profondamente insoddisfatta dei risultati.

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