Le istituzioni economiche globali e i leader europei stanno emettendo avvertimenti sempre più urgenti riguardo a potenziali disrupzioni economiche mondiali mentre il conflitto in Medio Oriente entra nella quarta settimana, con i mercati energetici che sperimentano una volatilità significativa e le previsioni di crescita che vengono riviste al ribasso nelle principali economie.
L'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ha annunciato giovedì che sta riducendo le sue proiezioni di crescita per l'eurozona mentre contemporaneamente aumenta le aspettative di inflazione per il 2026, citando l'impatto diretto delle ostilità mediorientali sui prezzi energetici globali. La revisione rappresenta uno degli aggiustamenti trimestrali più significativi alle previsioni economiche da quando l'organizzazione ha iniziato a tracciare le metriche attuali.
I mercati delle materie prime energetiche hanno sperimentato forti aumenti di prezzo da quando il conflitto è iniziato, con i prezzi di riferimento europei in aumento a percentuali a due cifre nell'ultimo mese. L'aumento dei prezzi ha riacceso le preoccupazioni sull'inflazione che molte banche centrali credevano di aver controllato con successo attraverso misure di politica monetaria aggressive attuate negli ultimi due anni.