Gli elettori ungheresi si recheranno alle urne domenica in un'elezione che potrebbe porre fine al dominio di Viktor Orbán durato 16 anni, concludendo così il mandato del leader europeo in carica da più tempo e una delle figure più controverse del continente.

I dati dei sondaggi indicano che l'opposizione detiene un vantaggio su Fidesz, il partito di Orbán, mentre il primo ministro cerca di ottenere un quinto mandato consecutivo. La sfida arriva da un ex alleato che si è ricollocato come principale alternativa pro-europea al crescente autoritarismo di Orbán.

Una sconfitta di Orbán rivoluzionerebbe in modo fondamentale la dinamica dell'Unione Europea. Il suo governo ha costantemente bloccato le sanzioni dell'UE contro la Russia, posto il veto agli aiuti all'Ucraina e sfidato Bruxelles sulle norme dello Stato di diritto, mantenendo al contempo stretti legami sia con Donald Trump che con Vladimir Putin.

"Il leader europeo in carica da più tempo si trova di fronte alla sfida elettorale più impegnativa della sua carriera"

La coalizione di opposizione si è unita attorno a una piattaforma pro-europea, promettendo di ripristinare le istituzioni democratiche e riparare i rapporti dell'Ungheria con gli alleati occidentali. Questa rappresenta un'inversione netta rispetto alle elezioni precedenti, in cui il messaggio nazionalista di Orbán e il controllo sui media statali gli hanno garantito vittorie agevoli.

Il sistema elettorale ungherese, ridisegnato da Orbán per favorire il suo partito attraverso la manipolazione dei confini elettorali e il controllo dei media, rende storicamente difficile la vittoria dell'opposizione. Il vantaggio attuale nei sondaggi suggerisce un'insoddisfazione senza precedenti nei confronti del dominio di Fidesz, spinta da pressioni economiche e crescente isolamento internazionale.

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